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| ![]() Titolo: LU LATTI DI LA MATRI - THE MILK OT THE MOTHER Autore:Alissandru Caldiero Argomento: Poesie Edizione: Testo a fronte in lingua Americana Pagine: 112 - illustrato Prezzo: 9,50 Formato: 145 x 220 mm Editore: CSSSS IN RISTAMPA |
"Lu latti di la matri" (tradotto come The Milk of the Mother) non è solo una singola poesia, ma è la lirica eponima che dà il titolo all'intera ed importante raccolta poetica di Alissandru (Alessandro) Caldiero, pubblicata dal Centro Studi Storico-Sociali Siciliani (CSSSS).
Per comprendere appieno l'opera, è fondamentale inquadrare la figura di Alessandro Caldiero. Egli si definiva un moderno cuntastorii (cantastorie) e un "poeta della sonosfera", focalizzato sulla dimensione orale, fisica e sonora della parola. Il nucleo centrale di "Lu latti di la matri" risiede nella metafora del latte materno. Per Caldiero, il latte rappresenta la lingua madre (il siciliano) e il legame viscerale indissolubile con la propria terra d'origine. Il nutrimento ricevuto nei primi anni di vita in Sicilia diventa un bagaglio genetico e culturale impossibile da cancellare, un "anticorpo" contro l'assimilazione totale e l'oblio che l'emigrazione spesso impone. La raccolta si presenta significativamente con il testo a fronte in lingua americana. Questa scelta editoriale riflette lo sdoppiamento interiore del poeta:
Il siciliano è la lingua dell'anima, del corpo, dell'infanzia e dell'istinto primordiale. L'inglese americano è la lingua della quotidianità e della razionalità acquisita. La poesia scava nel trauma della distanza, ricucendo lo strappo geografico attraverso il suono ancestrale delle parole dialettali, vissute quasi come formule magiche di richiamo.
Fedele alla sua natura di performer e artista sonoro, la metrica e la scelta dei vocaboli in siciliano non sono mai accademici o puristi in senso classico. Caldiero predilige una poesia materica e ritmica, dove la ripetizione dei suoni evoca la nenia materna e il battito cardiaco. Il siciliano di Caldiero è una lingua viva, che graffia e accarezza al tempo stesso, pensata per essere pronunciata ad alta voce più che per restare confinata sulla pagina stampata.
"Lu latti di la matri" è un'opera di straordinaria potenza emotiva e antropologica. Riesce a universalizzare l'esperienza drammatica dell'emigrazione siciliana trasformandola in un canto d'amore e di resistenza culturale. Caldiero dimostra che la propria "patria" non è un luogo geografico da cui si è stati strappati, ma una riserva di memoria e di suoni che si continua a custodire dentro di sé, nutrita per sempre da quel primo, fondamentale "latte". Un testo consigliato a chiunque voglia esplorare il profondo legame tra lingua, corpo e radici.
Cu la so puisia c'addiventa la chiavi pi gràpiri l'occhi di l'omini, tuccànnucci lu cori, facennuli pinzari; cu la so puisia, ca si offri a tutti, comu lu divotu davanti a l'altaru offri lu so cori a Diu; cu la puisia, ca voli essiri scola di libirtà, di dignità, di sicilianità.

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