


“I miraculi di Fra’ Gilormu” è una commedia dialettale siciliana che affronta in chiave comica e satirica il tema della superstizione popolare legata al gioco del lotto.
È questo il caso del gioco del lotto, ove i numeri rappresentano la congiunzione tra reale ed irreale.
A questo si intendono riferire "I miraculi di Fra' Gilormu", per la felicità e quella ricchezza sognata da don Piddu, talmente accecato da non accorgersi di ciò che avviene tra le mura di casa sua, una storia adulterina tra suo compare, don Turi e sua moglie, donna Nela.
Spesso si tende a mischiare la fantasia con la realtà.
Nella commedia, Fra’ Gilormu viene considerato una sorta di santo taumaturgo per i presunti miracoli legati alle vincite. Infatti, in sogno, suggerisce i numeri vincenti al lotto a don Piddu, credulone e ingenuo.
Un problema questo che assilla molta povera gente che si affida più ai numeri che alla fede.
Tuttavia il personaggio assume anche il ruolo di smascheratore delle ipocrisie e delle debolezze umane: attraverso interventi spesso bruschi e ironici e non con i toni miti che ci si aspetta da un religioso, cerca di riportare Don Piddu alla realtà e di salvare il suo matrimonio, mettendo in luce i danni causati dall'eccessiva fiducia nella fortuna e nelle credenze popolari.
Questo carattere rude gli servirà a portare a compimento il suo progetto, scoperchiare del tutto la pentola per salvare il salvabile, per salvare il matrimoniu di don Piddu, assorbito dai numeri.
Mostra la sua intransigenza e con scaltrezza salva il matrimonio di don Piddu e sua moglie donna Nela.
perché il matrimonio, nella sua santità sia salvo.
I temi principali della commedia sono: La superstizione e la "febbre" del lotto; Il contrasto tra fede autentica e credulità popolare; La satira dei vizi umani (ingenuità, avidità, adulterio) e la difesa dei valori familiari attraverso il comico.


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