


L'Aria del continente è una celebre commedia dialettale siciliana di Nino Martoglio, rappresentata per la prima volta nel 1915 e considerata uno dei capolavori del teatro siciliano. Questo lavoro teatrale è il primo testo scenico di Nino Martoglio, forse ispirato da Pirandello, a carattere sociale invece che rusticano.
Il protagonista, Don Cola Duscio, è un ricco possidente siciliano che si reca a Roma per una semplice operazione chirurgica (appendicite). Durante il soggiorno nella capitale rimane affascinato dall'ambiente mondano e si innamora della soubrette Milla Milord, che porta con sé in Sicilia convinto di essersi ormai "modernizzato", "continentalizzato", grazie all'«aria del continente».
Il ritorno al paese in compagnia di una bella canzonettista, sedicente romana - anzi romagnola - ma scoperta poi sicilianissima di Caropepe (allora in provincia di Caltanissetta), provoca scandalo. La presenza della donna, emancipata e spregiudicata agli occhi della comunità, sconvolge le abitudini e la mentalità tradizionale dei compaesani. Don Cola ostenta atteggiamenti moderni, spirito continentale e disprezza il provincialismo locale, la gelosia e la goffaggine degli altri, ma dentro è roso dalla gelosia e da tutti gli istinti comuni all'epoca ai siciliani dell'entroterra dell'Isola.
La situazione si complica quando emerge che Milla non è la raffinata donna del Nord che pretende di essere: si scopre infatti che è originaria della Sicilia e che ha costruito una falsa identità. Don Cola, umiliato, è costretto a confrontarsi con le proprie illusioni e con il complesso di inferiorità verso il "Continente".
Temi principali della commedia: Contrasto tra tradizione siciliana e modernità; Satira del provincialismo e dell'esterofilia; Critica del complesso di inferiorità dei siciliani verso il Nord Italia; Ipocrisia sociale e morale borghese e apparire contro essere.
Christian E. Maccarone
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