


“U sapiti com’è” è una famosa commedia del teatro dialettale siciliano, scritta da Francesca Sabato Agnetta intorno al 1910. Il protagonista è Cola, un giovane con disabilità intellettiva che, pur essendo considerato ingenuo dagli altri, dimostra una grande umanità e una saggezza morale superiore a quella di molti personaggi che lo circondano. L'opera alterna momenti comici e momenti molto commoventi, ed è considerata un classico del teatro popolare siciliano.
Il dramma psicologico di Cola si manifesta appieno in questa commedia drammatica, che ha trasfuso nella sua opera uno spaccato della Sicilia d'altri tempi. L'amore di Gati per questo suo figlio, Cola, così innocente eppure così arricchito di valori. L'ambiente patriarcale (in questo caso matriarcale) ci riporta alla cruda realtà vissuta nei borghi popolari, caratterizzata da vari intrecci amorosi - l'amore di Vennira violento e passionale per Gaetano - che fatalmente finiscono col rendere drammatica, nel vero senso della parola, anche l'aria che si respira.
Il regista Franco Litrico ha saputo dare un tocco personale al lavoro inserendo dei particolari che hanno rivitalizzato alcune scene. Direzione artistica di Aldo La Spina.
In siciliano, il titolo “U sapiti com’è” significa più o meno “Lo sapete com'è fatto” oppure “Sapete com'è lui”, espressione che richiama il modo in cui gli altri parlano di Cola.


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